Did you know…

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…that molasses can be as bad as petrol?

You might smile when I tell you that, last week, 233 thousand gallons of molasses leaked from a faulty pipe into Hawai’i’s Honolulu Harbour. You might think “What? Molasses? Like, honey floating in the sea? And so?” Think again.

A molasses spill acts much like an oil spill, but instead of floating conveniently on the surface (most of the time) like petrol, molasses sinks rapidly to the bottom and sucks the oxygen from the water. In this video you can see a diver filming dead animals on the ocean bed. Fish have been reported gasping for air close, too close, to the piers. Bacteria have already started degrading the sugar (because that’s what it is, really) and converting it into CO2, which is a good step forward (and wouldn’t have been an available solution in the event of an oil spill – no bacteria eats that stuff!). Still, the fish and invertebrates have died in millions, and what’s sadder is that the news coverage didn’t even mention the spill..not even en passant

There is hope, however. Grieg Steward, associate professor of Oceanography at the University of Hawai’i who has been monitoring the water chemistry after the spill, says “I have high hopes. It’s a matter of time. It looks devastating, essentially wiping out everything. So it is pretty bleak at the bottom right now. But because of the nature of the compound, in the long term, it’s going to clean itself up, and [do so] more quickly than an oil spill.”

Molasses

Quando scriverò che la settimana scorsa, alle Hawai’i, c’e’ stato una perdita di melassa, qualcuno potrebbe sorridere. Ma da sorridere c’é veramente poco. Una tubatura difettosa ha versato 233 mila galloni di melassa nell’acqua del porto di Honolulu, e potreste pensare “Embé? Melassa? Tipo, miele che galleggia nel mare? E dunque?” Pensate meglio.

 Un versamento di queste dimensioni di melassa agisce più o meno come il petrolio, solo che invece che galleggiare convenientemente sulla superficie dell’acqua come il petrolio, la melassa precipita sul fondo rapidamente, assorbendo tutto l’ossigeno a disposizione. In questo video si può vedere un sommozzatore che riprende animali morti sul fondo del oceano. Pesci di tutti i tipi sono stati visti  vicino (troppo vicino!) ai moli, cercando disperatamente aria. I batteri hanno già iniziato a decomporre lo zucchero (perché la melassa é zucchero, in effetti) e a convertirla in CO2, che e’ un buon passo avanti (e non sarebbe stato possibile con il petrolio – nessuno mangia quella roba!). Tuttavia milioni di pesci ed invertebrati sono già morti e quel che e’ peggio e’ che nessuna rete televisiva ha pensato di passare la notizia…neanche di striscio.

C’è speranza, comunque. Grieg Steward, professore associato di Oceanografia all’Università di Hawai’i che e’ responsabile del monitoraggio dei valori dell’acqua dopo l’incidente, dice “Le mie speranze sono alte. E’ questione di tempo. Sembra devastante, in pratica sta eliminando tutto. Per cui per ora sul fondo la situazione e’ essenzialmente sconfortante. Ma data la natura del composto, alla lunga si sistemerà da solo, e più velocemente che un versamento di petrolio.”

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